"Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre." "Dammi Signore, un anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni. Dammi un anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti. Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo 'io'. Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri. Signore dammi il dono dell'umorismo." (Tommaso Moro 1587: Preghiere della Torre)
“Il mondo funziona a cicli, due volte ogni secolo l'oceano ci ricorda quanto siamo veramente piccoli. Una tempesta invernale arriva dall'Antartico spazzando il Pacifico, e spinge onde enormi su verso Nord per 2000 Miglia, e quando arrivano a Bert Beach diventano le onde piu' grosse che si siano mai viste, e io sarò là.”
domenica 31 marzo 2013
martedì 12 febbraio 2013
martedì 15 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
Il Cavaliere per un giorno.
Suonavo rivoluzioni al pianoforte,
tu vibravi tra le corde di Corelli.
Non ti portavo mai acqua,
ma sminuzzavo Sicilie che sputacchiavi qua e là.
Ho mimato chissà quante notti normanne per mostrarmi senza verbi.
Eppure danzavano solo pupi furiosi per la tua platea.
Ricordo, disegnavi città vive in te con colori di neve e io, di neve, cercavo rose bianche sopra il muro, appena sotto il cielo spinato.
Non sono io.
Mi avvicino risoluto alla mezzanotte e le svolgo dal costato le fasce consumate dai sospiri ritratti.
Ecco, sgorgano ancora aggettivi e, di nuovo, le lettere rosse, solite e irruente, come me.
Ho i motivi che mi hai lasciato, di giusto vigorosi, di gusto intrisi.
Prima di andare, ho messo in ordine, non temere: gli stivali son in fondo alla stalla, accanto allo scudo che riposa sullo steccato e ho anche riposto le parole con cura nel tuo primo cassetto.
Perdonami, ma non potevo abbandonare la spada rassegnata, l'ho conficcata, con l'ultima prepotenza, poco oltre i confini delle tue terre e non ero sobrio.
Non ero io.
tu vibravi tra le corde di Corelli.
Non ti portavo mai acqua,
ma sminuzzavo Sicilie che sputacchiavi qua e là.
Ho mimato chissà quante notti normanne per mostrarmi senza verbi.
Eppure danzavano solo pupi furiosi per la tua platea.
Ricordo, disegnavi città vive in te con colori di neve e io, di neve, cercavo rose bianche sopra il muro, appena sotto il cielo spinato.
Non sono io.
Mi avvicino risoluto alla mezzanotte e le svolgo dal costato le fasce consumate dai sospiri ritratti.
Ecco, sgorgano ancora aggettivi e, di nuovo, le lettere rosse, solite e irruente, come me.
Ho i motivi che mi hai lasciato, di giusto vigorosi, di gusto intrisi.
Prima di andare, ho messo in ordine, non temere: gli stivali son in fondo alla stalla, accanto allo scudo che riposa sullo steccato e ho anche riposto le parole con cura nel tuo primo cassetto.
Perdonami, ma non potevo abbandonare la spada rassegnata, l'ho conficcata, con l'ultima prepotenza, poco oltre i confini delle tue terre e non ero sobrio.
Non ero io.
lunedì 26 novembre 2012
venerdì 9 novembre 2012
Già

"Abbi cura dei tuoi ricordi, perché non puoi viverli di nuovo. Ricordati quando sarai fuori nel mondo, cercando di guarire gli inferni, che devi sempre perdonarli prima."
Bob Dylan
mercoledì 7 novembre 2012
7 again 7
Somewhere in Sicily - h. 22:05
11.7.2012.
There was a man in the darkness..
11.7.2012.
There was a man in the darkness..
Yes I am...
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