giovedì 19 gennaio 2012

"La rabbia e l'orgoglio"





("La Sicilia che guida il popolo italiano" -  2012 - My sister A.)


Impossibile il silenzio!
La Sicilia è in prima linea!

Il movimento dei forconi.
Si, il mio parere è che si tratti del movimento dei forconi, punto e basta.
La ricerca tramite internet vi permetterà di scovare informazioni sulle possibili radici storiche o politiche, sulla denominazione e sugli obiettivi del movimento.
Io credo che si tratti di una ribellione nel senso letterale della parola: ho visto persone unite dalla disperazione, un moto popolare, direi anacronistico, perché "fatto" di gente comune.
Molti hanno cercato di mettere la propria bandierina sul fenomeno, di screditarne il significato o la portata. Si è parlato, infatti, di esponenti di Forza Nuova, di infiltrazioni mafiose in un primo tempo e successivamente è arrivato anche il supporto di sinistra nelle ultime manifestazioni.
Dicevo, ho avuto la sensazione di un movimento fuori dalle dinamiche politiche ed economiche attuali (e forse anche per questo è esploso in Sicilia) perché improvvisamente (non tanto senza una regia perché credo che questa ci sia), senza rispettare i tempi mediatici, ha preso piede, quasi in sordina, e, come nelle più francesi rivoluzioni, sono stati gli effetti a far parlare più che gli annunci e le dichiarazioni di intenti.
Nei primi giorni, infatti, i media non hanno dato rilievo alcuno agli accadimenti; da Roma si cercava la matrice politica di quella che si immaginava una "rivoltina" da crisi post stangata economica, del resto era legittimo pensarlo, atteso che la Sicilia, nel corso dei secoli, si è spesso distinta come "terra di sudditi".
Nei primi giorni, dunque, i giornalisti non sapevano che pesci prendere e si è cominciato a parlare di Forza Nuova, di Mafia ecc.; gli agricoltori, gli autotrasportatori, intanto, non solo continuavano infervorati la loro protesta decisa e veemente, ma cominciavano a contagiare altri settori sociali ed economici.
L'interesse crescente dei massmedia è riconducibile precipuamente ai disagi e ai danni creati, in un primo momento solo in Sicilia alla collettivita: blocco delle (poche) vie di comunicazione stradali e marittime e l'interruzione della fornitura di benzina.
La protesta cosi si propagava, in stile autunno africano, in Calabria, Campania, fino al nord-Italia e, come in tutti i movimenti storico rivoluzionari, si sono verificati episodi di violenza.
La violenza non è giustificata, né giustificabile, tuttavia, è da sottolineare come in un mondo in cui l'attenzione della gente è risucchiata dai reality show, per un verso, e dalla presentazione teatrale delle tragedie, per l'altro, (vedi Concordia) non è facile manifestare pacificamente e potere ottenere l'ascolto delle proprie ragioni.
Con questo non voglio legittimare la violenza perpetrata alle persone né i danni provocati all'economia e agli altri lavoratori.

Il movimento in questione si nutre di un'ormai atavica questione meridionale.
Nel 1800, udite udite, il Regno di Sicilie (e qui non scherzo) era la terza potenza industriale (verificate pure) e le casse dei Borboni erano belle piene di ori e preziosi di tutti i generi.
L'unificazione ( e non l'Unità) d'Italia non avvenne d'amore e d'accordo come amano raccontare.
Garibaldi, infatti, partì con un gruppo di ex galeotti che non furono affatto accolti da liberatori.
Quando l'eroe dei due mondi riuscì a formare un esercito, i magnifici 1000 perpetrarono violenze di ogni specie senza distinzioni: documenti e le memorie  conservate negli archivi di monasteri (come gli stessi diari di Garibaldi) narrano delle violenze a donne e bambini, di uomini fatti a pezzi e dell'ostentazione pubblica di corpi senza vita.
Allorquando l'Italia "fu fatta", Cavour & C. "ritirarono" i valori e gli ori tenuti nel in Sicilia e da lì una serie di conseguenze più conosciute, anche perché più convenienti, quali povertà ed ad effetto dominio brigantaggio, questione meridionale, Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta ecc.
Ci si chiede cosa sia successo adesso.
La verità è che per una volta la gente vera, senza destra o sinistra, senza colori si è finalmente indignata.
Alcuni temi.
In Sicilia si raffina il 40% del petrolio che si lavora in Italia con enorme inquinamento e definitivo pregiudizio di siti che potevano essere sfruttati per il patrimonio paesaggistico-storico-artistico.
In Sicilia la benzina costa più che nel resto d'Italia.

Per andare in treno da Catania a Palermo (e stiamo parlando di due città molto grandi) sono necessarie 5/6 ore di tempo, vi lascio immaginare i collegamenti riguardanti i piccoli centri.
Autostrade? 2 o 3 (e la Sicilia è la regione con la maggiore superficie in Italia) e con una manutenzione inesistente, dunque piene di buche, con il manto irregolare, assolutamente insufficienti e pericolose.
Ragusa non è collegata ad una rete autostradale, per esempio, così Agrigento e tutto il sud della Sicilia.
L'inesistenza della Salerno - Reggio Calabria è ormai nostro patrimonio culturale, ormai si ride e si fanno battute da Zelig eppure è un'assurdità con pochi paragoni.
Se i vacanzieri sono sdegnati dall'assenza di un'arteria stradale adeguata che colleghi il centro con il sud, pensate per un istante a tutti gli autotrasportatori che quotidianamente devono fare quella via crucis per lavorare, non ci sono parole per descrivere.
Se a tutto questo aggiungiamo che colui che paga le tasse al sud (come al nord) partecipa indirettamente all'Anas e Trenitalia, ci si domanda perché le infrastrutture siano garantite solo al centro e nord Italia.
C'è, poi, il delicatissimo tema attinente il comparto agro-alimentare e la relativa commercializzazione che è molto difficile da affrontare in quanto vi sono grossi gruppi che gestiscono produzione e distribuzione appunto, e che si sospetta abbiano interesse a cavalcare l'onda della protesta della povera gente per ottenere ulteriori vantaggi.

Ho enunciato alcune delle ragioni che stanno alla base del malcontento, dell'insofferenza della gente, ma ci sarebbe tanto, ma veramente tanto da dire. 

(Bossi non deve a sapere che gli industriali eravamo noi e che Roma non è stata ladrona, mantenete il segreto)

6 commenti:

sabrina ancarola ha detto...

Caro mi spieghi come la vedi tu questa situazione? Sto cercando di farmi un quadro sulla questione e sono un po' confusa. Buon tutto sempre ;)

sabrina ancarola ha detto...

Caro mi spieghi come la vedi tu questa situazione? Sto cercando di farmi un quadro sulla questione e sono un po' confusa. Buon tutto sempre ;)

Farnetico ha detto...

Ciao sabras! La questione è un po lunga da scrivere in commento. Appena rientro in patria scscrivo un post per esprimere la mia opinione. Stamattina ho incontrato e parlato con Ruotolo della situazione e mi ha detto che stiamo facendo una bella cosa..

sabrina ancarola ha detto...

voglio capire

Farnetico ha detto...

manca poco..
(me ne ero dimenticato, scusa scusa!)

sabrina ancarola ha detto...

Grazie caro!

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