martedì 1 maggio 2012

Du temps perdu




Je t'aime,
a ridondarne la realtà e il suo squilibrio,
intimamente, a colmare le speranze 
e formarne uno specchio d'acqua intatto.
Il volto di queste ore è stanco,
non trova più riflesso in me. 
Scarabocchio sui giorni e li pasticcio
perché presto si arrendano alla notte
quando più lieve è l'assenza di pastelli.
Custodisco chiaroscuri come linee sfumate 
qui, nel tuo disordine.

L'oblio ti fugge ché incedi esuberante 
per la curiosità che ti sorride,
amoreggia con le tue giovani albe
e seduce il vento tiepido di quei colli.
Ho seguito pie e innamorate allucinazioni, 
ho gemuto nel respirarti leggera al tramonto
mentre l'orizzonte c'infuocava irraggiungibili.
Non è da prode questo vile torpore 
con cui ritengo il sapore che amo, 
di te, perfetta e atroce, 
a mille miglia dal golfo del mio sguardo
e da questo lembo di cuore che profuma di te. 
Je t'aime.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

wow...

Farnetico ha detto...

Lo prendo come un complimento, chiunque tu sia,
Grazie!

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