sabato 11 giugno 2011

Io credo



                       

Io credo che, "di destra" o "di sinistra", non sia importante quando si parla di principi.
Se ci si crede, si sta dalla parte di chi ne fa, con la propria piccola o grande vita, emblema ed esempio.
Io credo che "popolo" sia solo un nome collettivo perché vedo persone che sanno guardare alla propria tradizione e alla propria storia con orgoglio appassionato.
Io credo che, a prescindere dalla propria idea, il senso delle istituzioni ed il rispetto per le stesse sia presupposto indispensabile per una comunità che onori se stessa e che possa essere considerata tale dalle altre.
Io credo nella Repubblica Italiana, nei valori del Risorgimento, nella forza dell'antifascismo, nell'avanguardia dell'assemblea Costituente, nei principi di legalità, nell'etica dello Stato.
Io credo nella vita privata e pubblica di Rosario Livatino, Aldo Moro, Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour, Leonardo da Vinci, Dante Alighieri, Giuseppe Verdi, Antonio Meucci, I fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale, Sergio De Caprio.
Non superuomini, sono stati autori di cose buone e cose meno buone; hanno agito per l'Italia; hanno scolpito ogni singola lettera di questo stivale con gli strumenti di cui hanno disposto. Non tutto è scaturito sempre da consapevole disegno, eppure, come se il tricolore fosse tatuato sul loro DNA, questi uomini di Stato hanno reso grande il nome Italia, l'hanno elevato, ci hanno inorgoglito ed emozionato. Ci hanno "fatto migliori".

Credo nelle istituzioni, negli uomini di Stato come Giovanni Falcone e  Giorgio Ambrosoli.
Giovanni Falcone, nella vita, ha perso, si, indiscutibilmente.
Dai processi, ai piccoli piaceri che sono parte essenziale della vita, dall'appoggio della classe politica alle elezioni per procuratore generale di Palermo fino ai figli a cui ha rinunciato. Ha perso perché vincesse lo Stato. Non lo ha mai attaccato quello Stato, il nostro, né quelle Istituzioni, le nostre.
A chi si chiedeva perchè facesse tutto ciò, rispondeva che era solo per "spirito di servizio".

Giorgio Ambrosoli, un uomo, un Avvocato, un privato che è diventato uomo di Stato.
Contro di lui, il sistema che divorava l'Italia in quegli anni.
Non ha mai smesso di compiere il suo compito fino ad essere ammazzato.
"Il paese vero è quello che ci costruiamo noi, ogni giorno".G.A.

Questi sono uomini di Stato.
Guardiamo a questo e ai valori di cui sono portatori.
Chi "crede"  non può esimersi dal compiere il suo dovere di cittadino e di uomo guardando pure al momento storico in cui ci troviamo.

5 commenti:

sabrina ancarola ha detto...

Io credo nelle persone oneste, negli uomini e nelle donne di valore e di buona volontà, grazie per quello che hai scritto

Farnetico ha detto...

Cara Sabrina, già sei la regia di una delle categorie di questo blog, un altro po' e faccio l'altarino..;).
Grazie a te. Da quello che ho letto di te è evidente la presenza di certi orizzonti, di un certo livello di "civiltà della ragione".

sabrina ancarola ha detto...

Ora piango ♥ (grazie davvero di cuore)

Farnetico ha detto...

Noooooooooooooooooooooooo!
Su su su che oggi deve essere una grande giornata!

sabrina ancarola ha detto...

sono pronta al San Tommaso is back a Firenze, cauta ma con il cuore palpitante ;)

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